Vini e Spuntini ad Ostuni

Vini e Spuntini ad Ostuni

Ostuni, la Città Bianca per eccellenza, bella e che per noi di Salento Food Porn assume anche profumi e sapori unici. Di quali vi parliamo questa volta? Di quelli di Vini e Spuntini, il posticino ad angolo tra Colonna Sant’Oronzo, Piazza della Libertà e la bella scalinata che porta ad un’ennesima piazzetta dove fermarsi e godere di piccoli istanti di piacere. Se c’è il sole è ancora meglio!

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Ritorno alle Origini. Lo Chef si Racconta. Menù degustazione

Ritorno alle Origini. Lo Chef si Racconta. Menù degustazione

Oggi vi raccontiamo di Origini, il ristorante pizzeria a Tuglie (LE) che ha aperto le porte della sua cucina nel 2016 e che presto arriva con un evento degustazione tra i più buoni e particolari di sempre. Noi con lui.

Partiamo proprio dal suo nome, che non è stato scelto a caso ma è centro di significati e ragioni differenti. “Origini” sta per un RITORNO ALLE ORIGINI, dopo aver preso la valigia e aver vissuto e lavorato lontano da casa, dalla propria terra, dalle proprie origini appunto. Questo è esattamente il percorso che ha fatto lo Chef Emanuele Longo, oggi proprietario del locale. Un’idea chiara che aveva sin da ragazzino, con un sogno futuro più grande e più deciso. Continua la lettura di “Ritorno alle Origini. Lo Chef si Racconta. Menù degustazione”

Il salento ha il suo Re della mortadella

Il salento ha il suo Re della mortadella

The King of Mortadella, è questo l’ultimissimo personaggio che abbiamo scoperto e del quale vogliamo parlarvi.

Lo sentite anche voi questo buon profumo? Avete un certo languorino allo stomaco? Vi raccontiamo tutto, dopodiché correte pure ad assaggiarlo. Parola di Salento Food Porn!

Entriamo in questo posto incantato, soprattutto per gli amanti del food come noi. Ad accoglierci è Giuseppe Alessio, un giovane ragazzo che lavora in questa salumeria gestita dalla sua famiglia. Ha studiato all’istituto alberghiero, per questo si può dire esser nato in cucina e sempre vissuto a stretto contatto con il cibo. Continua la lettura di “Il salento ha il suo Re della mortadella”

Dopodomani Smetto pub a San Vito dei Normanni

Dopodomani Smetto pub a San Vito dei Normanni

Ancora un viaggio di gusto e nel gusto per noi di Salento Food Porn. Questa volta ci troviamo in provincia di Brindisi, esattamente a San Vito dei Normanni, ancor più nello specifico siamo da Dopodomani Smetto. Il pub in Corso Leonardo Leo, 64. Cosa vi diciamo subito? Da provare, super consigliato. Ma veniamo a noi, alla sua storia, alla sua filosofia, al suo stile, al suo sapore.

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10 cibi da assaggiare assolutamente in Puglia

10 cibi da assaggiare assolutamente in Puglia

Puglia: terra di fascino, mare, sale, sole e buon umore. Arte, cultura, borghi nei quali il tempo pare essersi fermato. Sono questi gli elementi che fanno di questa regione una delle più amate e visitate d’Italia. A tutto ciò, poi, va immediatamente unito il food. Senza dubbio, uno degli aspetti più importanti, unici, saporiti, profumati e rinomati del luogo. Ciò che contribuisce ad attrarre miriadi di visitatori. 
Le specialità pugliesi sono spesso caratterizzate da ingredienti principali poveri e contadini, ma è proprio questo che le rende uniche nel loro genere e subito amate da chiunque le assaggi.
Ecco dunque una lista dei cibi che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire se capitate da queste parti. Ecco la selezione di Salento Food Porn.
Il pasticciotto
Tipico della zona del Salento, in particolare della provincia di Lecce, è l’unico dolce della nostra lista. Un semplice involucro di pasta frolla con il cuore morbido alla crema pasticciera. Oggi ce ne sono di diverse e molteplici varianti, ma noi restiamo fedeli al grande classico. (Se siete curiosi e volete saperne di più, potete leggere il nostro articolo sulla sua simpatica leggenda).
Rustico leccese 
Anche qui la semplicità si fa sinonimo di bontà. Pasta sfoglia, besciamella, mozzarella e pomodoro, pepe macinato. Una vera delizia da mordere a tutte le ore. 
Cozze monacelle
Non gradite da tutti, le municeddhe sono dei molluschi che si possono trovare e raccogliere in campagna, ma solo se provvisti di davvero tanta pazienza. Tipiche del Salento, qui se ne mangiano da sempre davvero tante. È soprattutto a Cannole, un comune dell’entroterra otrantino che a loro dedica un’intera sagra estiva. Quattro giorni di festa durante la quale folle di persone maneggiano stuzzicadenti davanti a pentoloni e braci che sfornano quantità esagerate di municeddhe da servire e gustare durante tipiche esibizioni di musica popolare salentina. 
Pezzetti di cavallo alla pignata
Tra le ricette tipiche della gastronomia salentina emerge lo spezzatino di carne di cavallo, un piatto importante che, secondo tradizioni contadine era cucinato nelle antiche “pignate”, anfore in terracotta dove la carne veniva lasciata cuocere per ore affinché diventasse quanto più tenera possibile. A Seclì, proprio in onore di questa specialità e di tutte le altre a base di carne di cavaddhu, viene organizzata una grande e saporita festa in agosto. 
Bombette 
Tipiche della Valle d’Itria sono come caramelle: una tira l’altra!
Preparate con fettine di capocollo di maiale tagliate sottilissime e farcite ormai in tutti i modi, rappresentano una delle specialità più apprezzate in Puglia. Soprattutto durante le braci estive, in compagnia e con tanto di vino rosso ad accompagnarle. Vi conquisteranno!
Gnommareddi
O turcinieddhi o mboiacate o mboti o marretti o in mille altri modi differenti. Sono involtini piccolissimi a base di interiora di agnello o capretto in budello. Non fate gli schizzinosi e assaggiateli perché vi conquisteranno anche loro. Parola di Salento Food Porn!
Focaccia barese 
La famosa, famosissima focaccia. Semplicemente a base di farina, acqua, olio evo, pomodorini, olive e origano. Nella di più, nulla di meglio. Qualcosa di apparentemente “comune” ma mangiare l’originale vi farà capire che certe cose sono impossibili da replicare. Mangiatela così come vi si presenta o farcita come vi pare, in ogni caso non vi lascerà delusi. Anzi, immediatamente vogliosi di un secondo pezzo. Soprattutto, poi, se viene gustata vista mare.
Calzone fritto o panzerotto 
Per i leccesi è calzone, per i baresi panzerotto. In entrambi i casi la parola è solo una: eccellenza. Va mangiato rigorosamente in piedi, passeggiando per i vicoli di qualche borgo pugliese, tra i quali perdersi e poi fermarsi per gustare bontà e bellezza. C’è addirittura una particolare posizione da assumere mentre lo si mangia: in piedi, busto in avanti e gambe divaricate, non sia mai che vi scoli della mozzarella o del sugo bollente addosso. 
Puccia leccese
Tipico panino della città di Lecce, viene farcito in tutti i modi e a noi fa impazzire. Come la preferiamo? Ripiena di parmigiana di melanzane o pezzetti di carne di cavallo alla pignata.
Panino con il polpo arrosto
Un must dello street food pugliese, più del barese per la precisione. Si tratta di una rosetta (tipo di panino, che alle volte viene anche tostato) ripiena di polpo arrostito sulla brace e condito semplicemente con olio extra vergine di oliva a crudo, succo di limone, pepe e prezzemolo. Il “panin cu pulp arsteut”, come lo chiamano a Bari, ha conquistato la Puglia tutta e, se vogliamo, anche l’intera penisola, arrivando fino a nord. Assaggiatelo durante una bella giornata di sole, vista mare, e tutto prenderà un altro sapore. Con cosa accompagnarlo? Con una buona birra ghiacciata. 
Ecco qui le migliori dritte su ciò che non dovete perdere assolutamente durante una gustosa vacanza in Puglia. Poi non dite che non ve lo avevamo detto! 

La ricetta del Pasticciotto. Il dolce salentino per eccellenza. 

La ricetta del Pasticciotto. Il dolce salentino per eccellenza.

 

 

Voglia di dolce? Eccovi subito accontentati. In questo articolo vi diamo la ricetta del dolce salentino più conosciuto e amato al mondo. Uno dei simboli del nostro Salento. Un connubio di elementi semplici che sprigionano una bontà infinita. Spesso presente nei post sui nostri canali social; qui viene ritratto come uno dei protagonisti più amati della nostra Community. Continua la lettura di “La ricetta del Pasticciotto. Il dolce salentino per eccellenza. “

Old Porter, un vero Pub Inglese in Puglia

Old Porter, un vero Pub Inglese in Puglia

 

 

Che mangiamo oggi? Succede sempre di avere voglia di qualcosa di gustoso e stuzzicante. Se il desiderio è questo e se vi piace trascorrere del tempo in un pub allora non potrete non andare da “Old Porter” a San Vito dei Normanni. Questo è un posto che dedichiamo e consigliamo a tutti gli amanti dei pub. Una vera chicca, unica (almeno qui in Puglia) nel suo genere. Non ci credete? Continuate a leggere e vedrete, o provatelo per toccare con mano questa realtà.

La prima sorpresa la si ha nell’aprire una semplice porta nel centro storico di San Vito dei Normanni (Brindisi) per poi, immediatamente, ritrovarsi catapultati in un vero pub stile british. Ogni cosa è curata nei minimi dettagli. Gustare un originale concetto di cucina che mescola il cibo britannico con quello pugliese è la regola di base.

Ma veniamo al cuore del nostro discorso, alla parte fondamentale: cosa si può gustare? Antipasti, omelette, ciabatte, insalate ed hamburger. Tutti si ispirano a diversi mondi e fondono distinti sapori. Nella nostra selezione vogliamo ricordare: “Pulled Pork”, “Schiacciata Barese”, “Fish and Chips”, “Capocollo di Martina Franca con burratina e pomodori secchi”, “Straccetti di pollo croccanti alle mandorle”.

 

 

 

 

Ma non finisce qui, perché ad accompagnare i piatti troverete le migliori birre artigianali della Marston’s conservate in fusti refrigerati per mantenerne le qualità organolettiche intatte. Non vi resterà che scegliere la vostra preferita e abbinarla al vostro piatto. Trascorrere una serata indimenticabile, qui, non è cosa difficile.
Serve solo una buona compagnia per completare e rendere ancor più speciale il tutto.

RISTOGOLF – Cena di gala all’Acaya Golf Resort

Ristogolf, cena di gala all’Acaya Golf Resort

Burratina in crosta di frisa

Siamo ad Acaya, precisamente all’Acaya Golf Resort & SPA, per un’occasione speciale.

Siamo immersi tra ulivi secolari, vegetazione mediterranea e natura selvaggia. Le acque del mare più bello e cristallino di tutto l’Adriatico sono a due passi. Un profumo di buono che viene dalla cucina per i piatti preparati da una serie di Chef.

LAcaya Resort è un posto magico, che ha le sue radici nella tradizione del Salento e che, ancora una volta, incontra la nobile arte culinaria.

Ma veniamo a noi, al nocciolo della questione, a Ristogolf, l’associazione sportiva dilettantistica per appassionati di sport e gastronomia. Un connubio originale, bello e senza eguali.

RISTOGOLF vuol sintetizzare e racchiudere in sé il senso del giocare a golf divertendosi, senza troppa competizione e stando bene. Mangiare bene, bere bene e fare nuove conoscenze sono i suoi obiettivi.

L’idea di questa Associazione è nata dalle menti di Enrico Cerea, patron del ristorante “Da Vittorio”, insieme a Dario Colloi, Maestro Professionista di Golf.

Grazie ai consensi ottenuti e ai numerosi soci, oggi Ristogolf è divenuta un’associazione aggregata Federazione Italiana Golf.

Quest’anno la finale (4-5-6 ottobre 2019) si è svolta proprio all’Acaya Golf Resort & SPA. Anche Salento Food Porn ha avuto il piacere e l’onore di partecipare alla cena di gala dove si sono alternati nomi noti della cucina pugliese e non. Un’esperienza unica e bellissima nel suo genere che, ovviamente, non possiamo non condividere con voi. Ai fornelli si sono esibiti e alternati chef stellati del calibro di Antonella Ricci, Vinod Sokar, Giancarlo Morelli, Antonio Zaccardi e Maria Cicorella. La serata è iniziata con un gentile benvenuto, dopodiché è andata avanti con un menù gourmet tutto da gustare, dall’aperitivo al dessert. Vini e champagne in abbinamento hanno accompagnato ogni singola portata. Concludendo con sigari toscani e distillati. Che dire, una vera e grande occasione durante la quale nulla è stato lasciato al caso. Una splendida serata in una splendida location.

Durante la cena sono stati poi premiati e ringraziati tutti gli sponsor che hanno gentilmente offerto una parte di sé. Importantissimi sponsor del calibro di Allianz, Parmigiano Reggiano, Deloitte, Samsung e molti altri. Appassionati di golf e cucina: “voi lo conoscevate Ristogolf?”

7 vini salentini che non ti aspetti.

7 vini salentini che non ti aspetti.

I consigli di Salento Food Porn e del wine blogger Marco Massaro.

 

 

Il Salento che non ti aspetti di ritrovare un calice di buon vino, il Salento che dona tutti gli aromi e profumi a questi vitigni ormai storici.

Venite con noi in questo primo viaggio in giro per il Salento enoico attraverso 7 etichette, 7 storie diverse di uomini e donne accomunati dal desiderio di dar vita a vini di prestigio. Venite con noi in questo viaggio consigliato dall’amico di Salento Food Porn, Marco Massaro, salentino, sommeriel e wine blogger. 

 

  1. Partiamo da Copertino con il Tenuta Paraida. Un Negroamaro Copertino DOP rosè di Azienda Agricola Marulli. Dal colore rosa cerasuolo brillante questo vino rosè esprime tutta la sua salentinità. Sentori fruttati e floreali che esplodono in bocca con una freschezza e un corpo di tutto rispetto. È una proposta particolare; può essere bevuto in abbinamento con carni non troppo elaborate o con antipasti di pesce.
  2. Ci spostiamo a San Pancrazio Salentino presso ľomonima cantina cooperativa che da vita al Negroamaro, vinificato anch’esso in rosè, Rosalbore. Ci troviamo nella DOC Salice Salentino. Anche questo vino è un esempio di come il Negroamaro si presti perfettamente alla vinificazione rosé. Colore rosa cerasuolo brillante presenta sentori di frutti rossi, fragola, lampone e ciliegia, equilibrato con una buona freschezza e sapidità. Dagli antipasti ai primi di pesce o con formaggi freschi. A voi la scelta.
  3. Proseguendo il nostro eno tour virtuale varchiamo le antiche porte della masseria fortificata Masciullo. Ľazienda certificata in biologico produce diverse linee di vini. Qui parleremo dello chardonnay dall’inconfondibile giallo paglierino brillante, con aromi di fiori e frutti come la pesca o la banana ma anche ananas. Un buon corpo ed una gradevole sapidità lo rendono ideale da bere con antipasti di pesce (crudo e cotto) ma anche con formaggi o risotti.
  4. Passiamo ad un altro rosé. Questa volta da Manduria dalla Cantina Produttori Vini. Aka è il suo nome ( dal nome di corallo giapponese). E’ primitivo rosé che come il corallo sfoggia un brillante rosa cerasuolo. Al naso è ricco di sentori floreali e fruttati quasi a far pensare ad un vino amabile. Mentre, al palato si presenta secco, fresco e piacevolmente sapido. Si sposa bene con una tataki di tonno appena scottato.
  1. Ci spostiamo ora a Leverano per conoscere il primo dei 3 rossi scelti. Il Barocco Reale è il nome del Primitivo 100% Salento IGP di Cantina Vecchia Torre. Questo vino affinato in barrique si presenta di un bel rosso rubino con riflessi granato. Al naso i classici sentori di frutti a bacca rossa, un delicato floreale. Al palato morbido e vellutato, perfetto in abbinamento ad una tagliata di podolica.
  2. Nella DOC Salice Salentino in terra di Guagnano nasce il Cupone Riserva di Feudi di Guagnano. Solo le migliori annate di questo vino vengono imbottigliate. E si sente. Il colore rosso rubino brillante ci presenta un vino dai sentori di frutti rossi. Al palato il tannino anche se presente non è aggressivo. Sicuramente da abbinare a primi con sughi di carne della tradizione o arrosti.
  3. Arriviamo a San Donaci nell’omonima cantina sociale per parlare del Passo Lungo Rosso Puglia IGP Primitivo Tardivo, dal colore rosso rubino ha un bouquet di aromi tipici del Primitivo come frutti rossi e ciliegia. Anche lo speziato è interessante. Al palato è morbido ed avvolgente. Non può non essere abbinato a tagli di carne destinati alla brace; da non escludere un buon abbinamento con formaggi a crosta lavata di lunga stagionatura.

 

 

Qualche parola su Marco, il nostro caro amico mesagnese, che ci ha accompagnato in questo viaggio enoico: “mi chiamo Marco Massaro, vivo a Mesagne con la mia famiglia, dove ho lavorato come web designer. Dal 2016 sono sommelier AIS. Ammetto di essere anche una buona forchetta. Il mio motto è: non importa se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto; l’importante è che ci sia del buon vino.”

24 ore di trasferta a Bari. Un viaggio nello street food barese con la nostra amica Flavia Giordano.

 

24 ore di trasferta a Bari.

Un viaggio nello street food barese con la nostra amica Flavia Giordano.

 

 

Nominata dalla Lonley Planet come la migliore delle destinazioni in Europa per il 2019, Bari è una città tutta da scoprire: le stradine tortuose della città medievale, lastricate di chianche bianche, con la basilica di San Nicola che unisce pellegrini da tutto il mondo, il lungomare anni ’20, sul quale affacciano eleganti palazzi liberty, le spiagge “popolari” di Pane e Pomodoro e Torre Quetta, dove i baresi doc fanno il bagno anche d’inverno, il quartiere multietnico di Madonnella, quello universitario di San Pasquale.

Bari non è una città laccata, ma dalla forte personalità – like it or not – e così il suo cibo, specchio dell’anima dei suoi abitanti.

Una visita dalle signore delle orecchiette di Jarc Vas (arco basso) è un esperienza da non perdere: in una piccola stradina di fronte al Castello Svevo, gruppi di donne – Nunzia, Angela, Vittoria – impastano ogni giorno chili e chili di semola per trasformali sotto i tuoi occhi in orecchiette – anche di grano arso e integrali – cavatelli, orecchioni. Tutto intorno, bambini giocano a calcio, le donne si raccontano storie.

Poco distante, per una tappa golosa, c’è la Gelateria Gentile (Piazza Federico II di Svevia), un’insegna storica che dal 1880 fa gelato artigianale, granite e cremolate, da gustare seduti lungo il fossato del Castello. I gusti cambiano in base alla stagionalità: se andate in estate, non perdete la granita ai gelsi rossi.

Non c’è Bari senza focaccia e qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta perché ogni barese ha la sua preferita. Ecco perciò un elenco minimo di quelle da provare: deciderete voi qual è la migliore!

– Panificio Fiore (Strada Palazzo di Città 38), vale la pena di visitarla per sbirciare dietro al bancone l’altare di una chiesa bizantina

– Panificio Santa Rita (Strada Dei Bianchi Dottula 8), e le sue ruotine di focaccia, sfornate calde ad ogni ora

– Panifico El Focacciaro (Via Cognetti 43), aperto sino alle 22, spesso c’è da fare la fila ma il sorriso della signora Katia, la focaccia bollente, i panzerottini (di carne, di rape, con le cipolle eccetera, eccetera, eccetera) e una fetta di un filantissimo pan brioche valgono tutta l’attesa.

– Panificio Violante (Via Addis Abeba 12), con la sua focaccia sottilissima e croccante, bella oleosa e le mini briochine salate: una tira l’altra.

Non lasciate Bari vecchia senza aver provato lo street food per eccellenza: le sgagliozze, fette di polenta fritta in abbondante olio e tanto sale. Spesso accompagnate dalle popizze (simili ma non uguali alle pittule o pettole salentine), l’impasto tipo quello della pizza, anche questo fritto abbondantemente. Le bancarelle dove mangiarli camminando camminando sono in Piazza Mercantile, vicino alla fontana della Pigna o in Largo Albicocca.

Proprio in quest’ultima piazza – parte di un progetto di arredo urbano sponsorizzato da IKEA che ha vi piantato al centro un orto con la macchia mediterranea – c’è la famosa pizza di Di Cosimo, da mangiare su uno dei tavoli di plastica, sportivamente, all’aperto, sotto le luminarie. E se non avete ancora avuto modo di provare il panzerotto, quello di Di Cosimo, grande almeno 20 cm, non vi deluderà.

Se nel frattempo vi è venuta voglia di dolce, fate un salto da Salvatore Petriella nel Teatro Petruzzelli (Via Cognetti 14): già premiata dal programma Cake Star come migliore pasticceria di Bari, con un bancone che straripa pasticcini mignon di ogni tipo (babà, mimose, zeppole, tortine di frutta, tiramisù, cheescake) riuscirebbe a mettere in crisi anche il goloso più impenitente.

Per concludere in bellezza, un drink in uno dei tre bar che animano le serate baresi: anche qui, a voi la scelta:

– Speak Easy (Largo Giordano Bruno 34), drink e tapas in un locale ispirato ai bar del proibizionismo in America;

– La Biglietteria (Largo Adua 3), che deve il suo nome alla sua location, un tempo la biglietteria del Teatro Kursaal;

– Arcimboldo (Via Abbrescia 107/109), spirits e vini da gustare appoggiati ad uno degli sgabellini colmi di erbe aromatiche. I primi ad aver adottato una politica plastic-free.

Da uno a 10 quanto vi è venuta voglia di Bari?

Qualche parola su Flavia, la nostra cara amica barese, che ci ha accompagnato in questo viaggio nel cuore dello street food del capoluogo pugliese: “mi chiamo Flavia Giordano, barese doc, vivo tra l’Italia e la Svezia dove organizzo corsi di pasta fresca e viaggi enogastronomici con la mia azienda Spaghetti ABC. Sono anche Community Manager per Cookpad, la più grande piattaforma di ricette al mondo.