24 ore di trasferta a Bari. Un viaggio nello street food barese con la nostra amica Flavia Giordano.

 

24 ore di trasferta a Bari.

Un viaggio nello street food barese con la nostra amica Flavia Giordano.

 

 

Nominata dalla Lonley Planet come la migliore delle destinazioni in Europa per il 2019, Bari è una città tutta da scoprire: le stradine tortuose della città medievale, lastricate di chianche bianche, con la basilica di San Nicola che unisce pellegrini da tutto il mondo, il lungomare anni ’20, sul quale affacciano eleganti palazzi liberty, le spiagge “popolari” di Pane e Pomodoro e Torre Quetta, dove i baresi doc fanno il bagno anche d’inverno, il quartiere multietnico di Madonnella, quello universitario di San Pasquale.

Bari non è una città laccata, ma dalla forte personalità – like it or not – e così il suo cibo, specchio dell’anima dei suoi abitanti.

Una visita dalle signore delle orecchiette di Jarc Vas (arco basso) è un esperienza da non perdere: in una piccola stradina di fronte al Castello Svevo, gruppi di donne – Nunzia, Angela, Vittoria – impastano ogni giorno chili e chili di semola per trasformali sotto i tuoi occhi in orecchiette – anche di grano arso e integrali – cavatelli, orecchioni. Tutto intorno, bambini giocano a calcio, le donne si raccontano storie.

Poco distante, per una tappa golosa, c’è la Gelateria Gentile (Piazza Federico II di Svevia), un’insegna storica che dal 1880 fa gelato artigianale, granite e cremolate, da gustare seduti lungo il fossato del Castello. I gusti cambiano in base alla stagionalità: se andate in estate, non perdete la granita ai gelsi rossi.

Non c’è Bari senza focaccia e qui c’è davvero l’imbarazzo della scelta perché ogni barese ha la sua preferita. Ecco perciò un elenco minimo di quelle da provare: deciderete voi qual è la migliore!

– Panificio Fiore (Strada Palazzo di Città 38), vale la pena di visitarla per sbirciare dietro al bancone l’altare di una chiesa bizantina

– Panificio Santa Rita (Strada Dei Bianchi Dottula 8), e le sue ruotine di focaccia, sfornate calde ad ogni ora

– Panifico El Focacciaro (Via Cognetti 43), aperto sino alle 22, spesso c’è da fare la fila ma il sorriso della signora Katia, la focaccia bollente, i panzerottini (di carne, di rape, con le cipolle eccetera, eccetera, eccetera) e una fetta di un filantissimo pan brioche valgono tutta l’attesa.

– Panificio Violante (Via Addis Abeba 12), con la sua focaccia sottilissima e croccante, bella oleosa e le mini briochine salate: una tira l’altra.

Non lasciate Bari vecchia senza aver provato lo street food per eccellenza: le sgagliozze, fette di polenta fritta in abbondante olio e tanto sale. Spesso accompagnate dalle popizze (simili ma non uguali alle pittule o pettole salentine), l’impasto tipo quello della pizza, anche questo fritto abbondantemente. Le bancarelle dove mangiarli camminando camminando sono in Piazza Mercantile, vicino alla fontana della Pigna o in Largo Albicocca.

Proprio in quest’ultima piazza – parte di un progetto di arredo urbano sponsorizzato da IKEA che ha vi piantato al centro un orto con la macchia mediterranea – c’è la famosa pizza di Di Cosimo, da mangiare su uno dei tavoli di plastica, sportivamente, all’aperto, sotto le luminarie. E se non avete ancora avuto modo di provare il panzerotto, quello di Di Cosimo, grande almeno 20 cm, non vi deluderà.

Se nel frattempo vi è venuta voglia di dolce, fate un salto da Salvatore Petriella nel Teatro Petruzzelli (Via Cognetti 14): già premiata dal programma Cake Star come migliore pasticceria di Bari, con un bancone che straripa pasticcini mignon di ogni tipo (babà, mimose, zeppole, tortine di frutta, tiramisù, cheescake) riuscirebbe a mettere in crisi anche il goloso più impenitente.

Per concludere in bellezza, un drink in uno dei tre bar che animano le serate baresi: anche qui, a voi la scelta:

– Speak Easy (Largo Giordano Bruno 34), drink e tapas in un locale ispirato ai bar del proibizionismo in America;

– La Biglietteria (Largo Adua 3), che deve il suo nome alla sua location, un tempo la biglietteria del Teatro Kursaal;

– Arcimboldo (Via Abbrescia 107/109), spirits e vini da gustare appoggiati ad uno degli sgabellini colmi di erbe aromatiche. I primi ad aver adottato una politica plastic-free.

Da uno a 10 quanto vi è venuta voglia di Bari?

Qualche parola su Flavia, la nostra cara amica barese, che ci ha accompagnato in questo viaggio nel cuore dello street food del capoluogo pugliese: “mi chiamo Flavia Giordano, barese doc, vivo tra l’Italia e la Svezia dove organizzo corsi di pasta fresca e viaggi enogastronomici con la mia azienda Spaghetti ABC. Sono anche Community Manager per Cookpad, la più grande piattaforma di ricette al mondo.